lunedì 10 settembre 2018

la forza del rito

La forza del rito
Era tutto cosi perfetto, le candele profumate erano già accese e la musica aveva già riempito la stanza. Era la prima volta che lei aveva accettato di sottoporsi al rito con lui, era quindi un po’ nervosa. Stava davanti a lui nella posizione indicata e aspettava che cominciasse. Lui era con gli occhi chiusi e le mani congiunte all’altezza dell’ombelico. Cominciò poi, mentre lentamente egli si muoveva attorno al corpo di lei, si udì quel suono! Ma non era un suono, era un forte rumore, violento, improvviso. Lei sobbalzò e riaprì gli occhi. Da qualche parte in quell’edificio, stavano facendo dei lavori di ristrutturazione, il rumore era quello di certe macchine usate per demolire pareti o pavimenti, assordante, penetrante e soprattutto fastidioso. Ma non continuò. Pareva svanire ma poi riprendeva, svaniva e riprendeva.
“no, non credo di farcela cosi, Roberto” disse lei. “mi spiace ma cosi io non riesco a lasciarmi andare”. Lui non disse nulla subito, era dispiaciuto di quell’imprevisto, aveva pensato a tutto, nella stanza era tutto come doveva essere, ma non poteva prevedere questi eventi esterni. Non era però del tutto amareggiato, qualcosa in lui gli diceva che non tutto era perduto. “lo so, hai ragione, non è facile cosi” , e su quelle parole il rumore di nuovo irruppe ancora, violento e senza preavviso, il pavimento della stanza vibrava adesso. “mi spiace Roberto, ma io cosi… non…” fece una pausa, “…che possiamo fare, io ho bisogno di un altro tipo di ambiente”. Lui la guardò, era dispiaciuta e si vedeva, mise le mani sulla sua testa e le baciò la fronte delicatamente” “non devi scusarti se non ci riesci, se vuoi facciamo una pausa e usciamo a fare un giro”, lei non disse nulla… “oppure ci proviamo, cerchiamo lentamente di stare l’uno nell’altro, ognuno di noi concentrato e immerso nell’altro”, si guardarono, “va bene Roberto, proviamoci”.
Fu cosi che il rituale poté andare avanti, il rumore assordante e intermittente, continuò, ma semplicemente decisero di ignorarlo, perché in ogni secondo che passava , in ogni attimo che si susseguiva erano presi solo da quello che accadeva in quella bolla di spazio che circondava i loro corpi . Dopo di che il rumore sparì, non si sa se sparì in modo oggettivo o semplicemente venne respinto dalla bolla che le due persone avevano creato.
Questo da l’idea della forza di un rito che acquista tale potere se viene dalle parti riconosciuto nel suo valore, un paradosso tautologico forse ma tipico delle grandi verità, e non per caso che, solo allora, tutto poté compiersi. 

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