lunedì 10 settembre 2018

una bianca visione

una bianca visione

Il tuo bianco e pallido volto, specchio della tua terra persa nei monti è qui,
tra le mie mani lo prendo e ne prendo possesso,
Rigida e tesa ti doni, senza resistere ma senza donarti , 
prigioniera di forze oscure,
ma come la goccia scava la pietra, cosi il mio fuoco sta scavando in te,
e strappate con la forza, quasi imposte, escono i tuoi primi tiepidi gemiti,
e poi più forte, sempre di più, ma non tanto come il tuo signore desidera.
Il tuo corpo parla però un’altra lingua e si piega e si contorce al piacere,
E cosi cagna e puttana ti prendo, strappando il piacere dal tuo ventre
Che come cesoia si chiude in me vorace. 
luglio 2017

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